L’introduzione del bonus sociale rifiuti ha spinto numerosi enti a chiedersi se fosse necessario disciplinare la misura agevolativa all’interno del Regolamento TARI.
Per poter fornire una risposta è necessario comprendere le finalità per cui si potrebbe ritenere opportuno l’inserimento di specifico articolo in merito all’agevolazione. Visto come è stato introdotto, e subito disciplinato da ARERA, il bonus sociale rifiuti si é connotato per l’assenza totale di facoltà decisionale da parte degli enti locali, che – allo stesso modo dell’applicazione delle componenti perequative – non rivestono alcuna possibilità di stabilire regole che incidano sulla riduzione, integralmente definita dalla regolazione ARERA.
Dai requisiti dei beneficiari, alla modalità di erogazione, dalle tempistiche ai casi di esclusione, tutto l’impianto è regolato altrove senza che il Comune abbia facoltà di scelta, fatta eccezione per l’ipotesi delle compensazioni con i debiti pregressi di cui si ha già avuto modo di parlare: tale ipotesi, oltre che contabilmente decisamente scomoda, non crea alcuna deterrenza per i soggetti non in regola con i pagamenti che potranno comunque vedersi riconosciuto il bonus su debiti pregressi anche in assenza di regolarizzazione; al contrario la misura comporterebbe allungamenti di tempi (per emettere i solleciti), incertezza sull’esito e costi decisamente elevati da scaricare poi sui Piani Finanziari e da ultimo quindi sulle tariffe.
Il bonus rifiuti, al pari degli altri già introdotti ad esempio per i le forniture di energia elettrica e gas, costituisce a tutti gli effetti una misura perequativa statale e come tale, per coerenza, va regolata. È quindi di tutta evidenza che – essendo finanziato con una raccolta di risorse a livello nazionale – non si dia spazio ai Comuni per intervenire in alcun modo: ciò rischierebbe di minare la perequazione le cui regole devono invece rimanere uguale per tutti i cittadini dello Stato.
Alla luce di ciò non trova alcun fondamento l’esigenza di una disciplina interna al Regolamento TARI in merito al bonus sociale rifiuti: il documento infatti ha lo scopo di regolare i rapporti tra Comune e contribuenti in merito ad un tributo che è interamente locale. A ciò si aggiunga che la mutevolezza dell’impostazione, che ha portato l’Autorità ad emanare già 4 deliberazioni (133/2025, 355/2025, 584/2025, 123/2026) e 3 versioni di chiarimenti (l’ultima commentata qui), unitamente alla variabilità della misura nel tempo (in merito alle soglie di accesso ed alla percentuale riconosciuta), costituiscono elementi da considerare in relazione all’eventuale opportunità di inserire richiami al bonus all’interno del Regolamento.
