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Entrate locali, via libera alla definizione agevolata: le verifiche necessarie per garantire gli equilibri

La Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (art. 1 commi 102-110) introduce per Regioni ed enti locali la possibilità di prevedere, con proprio regolamento ai sensi dell’articolo 52 del Decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, forme di definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali.

La misura consente la riduzione o l’azzeramento di sanzioni e interessi, salvaguardando la quota capitale, e può riguardare atti già accertati (anche in riscossione coattiva), liti pendenti e posizioni non ancora accertate tramite compliance (quali ad esempio comunicazioni bonarie o lettere di invito a regolarizzare anomalie o omissioni; inviti al contraddittorio preventivo) o tramite ravvedimento spontaneo da parte del contribuente. Restano escluse l’Irap regionale e le compartecipazioni o addizionali a tributi erariali.

Prima dell’adozione, il responsabile dell’entrata, insieme alla ragioneria, deve effettuare una attenta valutazione degli equilibri di bilancio, con particolare riferimento ai crediti di dubbia esigibilità. Occorre stimare il tasso di adesione, gli effetti sul gettito, l’impatto sui residui attivi e la congruità del Fcde (Fondo crediti di dubbia esigibilità), poiché la rinuncia a sanzioni e interessi può generare squilibri se i crediti non sono adeguatamente accantonati. Determinante è il modo in cui i crediti di dubbia esigibilità sono stati contabilizzati nel rendiconto.

Il regolamento è soggetto al parere dell’organo di revisione sulla sostenibilità finanziaria e contabile della misura, verificando coerenza dei crediti, adeguatezza del Fcde, sostenibilità di cassa e attendibilità delle stime. Particolare attenzione va riservata alla definizione delle liti pendenti, senza introdurre deroghe alle norme processuali.

Il regolamento può essere approvato anche oltre il termine del bilancio, ma diventa efficace con la pubblicazione sul sito istituzionale e deve prevedere almeno 60 giorni per l’adesione.

In sintesi, la definizione agevolata rappresenta un’opportunità per rafforzare la riscossione e ridurre il contenzioso, ma richiede una rigorosa valutazione degli effetti finanziari e degli equilibri di bilancio.

Sul sito IFEL è stato pubblicato il modello di Regolamento per la definizione agevolata delle entrate locali.

Tags: Agevolazioni, IMU, Regolamento, Riscossione, TARI, Tributi locali