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Il personale dei Comuni italiani edizione 2026: la ripresa del reclutamento ferma l’emorragia nelle città

In data odierna è stato pubblicato il nuovo Rapporto IFEL che analizza, a partire dai dati del Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato-IGOP, le dinamiche e le principali caratteristiche del personale comunale, con approfondimenti dedicati alle aree operative di appartenenza, alle retribuzioni medie, al turnover e alle spese sostenute dai comuni per la formazione dei propri dipendenti.

I dati evidenziano che nel 2024 i comuni italiani hanno registrato un saldo positivo tra assunzioni (28.000 unità) e cessazioni (25.167 unità) di personale, ma ciò nonostante gli organici restano ancora sotto pressione.

Invero, malgrado dal 2019 sia ripreso il reclutamento, il personale comunale rimane ad un livello di unità insufficiente: dal 2007 è sceso del 28,4%.

La causa sono le cessazioni legate ai pensionamenti, ma non solo, perché nel 2024 le uscite per dimissioni superano quelle per pensionamento: nel periodo 2017-2024 sono state 82mila. Si tratta anche di personale che dai comuni si traferisce ad altre amministrazioni pubbliche.

Inoltre, le retribuzioni comunali medie sono tra le più basse: ad esempio, in un confronto con le retribuzioni delle Regioni a statuto ordinario, il personale non dirigente nei comuni, inquadrato come istruttore, ha una retribuzione media lorda per unità di personale di 29.993 euro contro i 33.267 euro delle Regioni. Per gli operatori, la retribuzione media nei comuni scende a 23.216 euro contro i 28.270 euro delle Regioni.

Se le attuali tendenze saranno confermate, precisa l’Istituto, nei prossimi 7 anni il comparto comunale dovrebbe perdere circa 10.500 unità l’anno per pensionamenti e potrebbe perderne altre 10.200 per altre cause: in totale usciranno 145.000 unità, il 46% del personale attualmente in servizio a tempo indeterminato.

Tags: Assunzioni di personale, IFEL