Nel corso della seduta di ieri, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1778 sullo sviluppo della carriera dirigenziale e la valutazione della performance del personale delle pubbliche amministrazioni.
Il provvedimento muove lungo due principali direttrici: la rivisitazione della valutazione della performance individuale ed organizzativa; la progressione di carriera e l’accesso alla dirigenza. Il primo riguardo è oggetto delle disposizioni del decreto legislativo n. 150 del 2009 (“Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”). Pertanto le nuove previsioni assumono la veste di novelle di quell’atto (che già fu inciso dal decreto legislativo n. 75 del 2017). Il secondo è oggetto delle disposizioni del decreto legislativo n. 165 del 2001 (“Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”). Le nuove previsioni novellano quest’atto.
Per il ministro Zangrillo si tratta di un cambio di paradigma destinato a incidere profondamente sul funzionamento della macchina pubblica. “Con questa legge- ha dichiarato – mettiamo finalmente le persone al centro. Non introduciamo soltanto nuove regole, ma promuoviamo un nuovo approccio culturale che riconosce il merito, premia i risultati e offre reali opportunità di crescita a chi lavora nelle nostre amministrazioni”.
