In questi ultimi giorni molti addetti ai lavori ci hanno segnalato di aver riscontrato dei problemi nella compilazione della nuova Scheda A33 presente nel Conto annuale 2025.
Detta Scheda, combinando alcune informazioni inserite direttamente dagli enti con quelle estratte dai bilanci inviati alla Banca dati delle pubbliche amministrazioni (BDAP), consente una più precisa definizione delle capacità assunzionali di personale a tempo indeterminato di Comuni, Province e Città metropolitane.
Il problema, però, è che il calcolo della spesa di personale da rapportare alla media delle entrate correnti viene effettuato prendendo in considerazione gli impegni di spesa relativi alle voci U.1.01.00.00.000, U1.03.02.12.001, U1.03.02.12.002, U1.03.02.12.003, U1.03.02.12.999.
Sennonché, l’art. 3, comma 2, del D.M. 21 ottobre 2020 stabilisce espressamente che “ai fini del rispetto dei valori soglia di cui all’art. 33, comma 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, ciascun comune computa nella spesa di personale la quota a proprio carico e, per il comune capofila, non rilevano le entrate correnti derivanti dai rimborsi effettuati dai comuni convenzionati a seguito del riparto della predetta spesa”.
Si pone dunque la necessità per i Comuni non capofila di considerare tra le spese di personale anche oneri non ricompresi nei su riportati codici di spesa, ma la Scheda in parola sembra ammettere soltanto variazioni di segno negativo.
Sarebbe dunque opportuno che il MEF fornisse qualche chiarimento al riguardo.
