Come anticipato dalla deliberazione della Sezione delle autonomie n. 1/2026, i controlli della Corte dei conti sui bilanci degli enti locali assumono una dimensione sempre più preventiva, selettiva e fondata sull’analisi dei dati. L’obiettivo non è soltanto rilevare criticità già emerse, ma intercettare tempestivamente i segnali di squilibrio e orientare l’attività delle Sezioni regionali verso le situazioni più fragili.
L’attenzione si concentra su coerenza del bilancio, risultato di amministrazione, gestione della cassa, residui, accantonamenti, FCDE, fondi rischi, interventi PNRR e PNC e, più in generale, sulla qualità dei processi contabili, anche in vista della progressiva transizione verso la contabilità economico-patrimoniale accrual.
La principale novità è l’impiego, rafforzato nel 2026, dell’Intelligenza Artificiale (AI) a supporto dell’analisi. La Corte dei conti ha individuato nella finanza locale un ambito particolarmente adatto alla sperimentazione di strumenti evoluti, grazie all’elevato numero di enti da monitorare e alla disponibilità di grandi quantità di dati digitalizzati.
In questo quadro si inserisce Mo.dì, modello predittivo del distress finanziario che utilizza le informazioni presenti nel sistema ConosCO-Con.Te per stimare il rischio di crisi finanziaria degli enti territoriali. Attraverso indicatori quali il disavanzo, la cassa, i debiti fuori bilancio, il contenzioso, il Fondo crediti di dubbia esigibilità, le riscossioni, i residui e le società partecipate, il modello restituisce una rappresentazione sintetica della fragilità finanziaria dell’ente.
L’integrazione tra Mo.dì e ConosCO consente di confrontare i dati dell’ente con valori attesi elaborati sulla base delle informazioni disponibili nelle banche dati. Gli scostamenti significativi possono così emergere con maggiore immediatezza e indirizzare l’attività istruttoria verso i profili che richiedono approfondimento.
Le prime applicazioni operative confermano la portata del cambiamento: nelle deliberazioni sui singoli enti, la Corte può affiancare alla consueta analisi documentale una comparazione automatizzata dei dati che rende più immediata l’individuazione di anomalie, incongruenze o elementi da chiarire.
Un esempio concreto è la deliberazione n. 264/2026/PRSE della Sezione regionale di controllo per la Lombardia, nella quale viene esposto il confronto tra FCDE accantonato dall’ente e FCDE teoricamente dovuto sulla base della rielaborazione dei dati BDAP mediante ConosCO. Il raffronto evidenzia scostamenti rilevanti e mostra come l’integrazione delle banche dati possa far emergere accantonamenti omessi o sottostimati.
L’AI non sostituisce la valutazione dei magistrati contabili, ma rende i controlli più selettivi, tempestivi e fondati su basi informative più ampie; il potenziamento di Mo.dì e l’integrazione con ConosCO richiedono quindi agli enti un salto di qualità nella programmazione, nella rendicontazione e nella gestione dei dati contabili.
