La salvaguardia degli equilibri rappresenta un passaggio fondamentale per monitorare l’evoluzione della gestione finanziaria degli enti locali e intercettare tempestivamente eventuali segnali di criticità, prima che possano incidere sulla tenuta complessiva del bilancio.
Nell’attuale contesto normativo e giurisprudenziale, la cassa assume un rilievo sempre più centrale. Non è sufficiente che il bilancio presenti stanziamenti formalmente equilibrati: occorre verificare se le entrate previste si stanno effettivamente trasformando in incassi e se i pagamenti programmati risultano sostenibili rispetto alle disponibilità dell’ente, ai tempi reali di gestione delle procedure da parte degli uffici e alle scadenze delle fatture ricevute.
L’articolo 193 del TUEL impone agli enti locali di garantire, durante l’intera gestione e in occasione delle variazioni di bilancio, il rispetto del pareggio finanziario e degli equilibri complessivi, con specifico riferimento anche agli equilibri di cassa. Il comma 2 richiama inoltre il Consiglio ad adottare tempestivamente le misure necessarie a sanare eventuali squilibri, compresi quelli riguardanti la gestione della liquidità.
Il rafforzamento del ruolo della cassa è ormai evidente. Il piano dei flussi di cassa costituisce, o dovrebbe costituire, uno strumento essenziale di programmazione e controllo lungo tutto il ciclo di gestione del bilancio. In questa direzione si inseriscono anche le recenti modifiche al principio contabile applicato concernente la programmazione, di cui all’allegato 4/1, paragrafo 9.4, che consolidano l’esigenza di formulare previsioni di cassa realistiche, fondate sui tempi effettivi di riscossione e pagamento e non su automatismi derivanti dalla semplice sommatoria tra stanziamenti di competenza e residui.
La salvaguardia diventa quindi il momento in cui verificare se le previsioni approvate conservano ancora attendibilità oppure se la gestione richiede interventi correttivi, rimodulazioni dei flussi o una valutazione più prudente delle entrate effettivamente incassabili entro la fine dell’esercizio. Entrate accertate ma non riscosse, residui attivi di difficile realizzo o pagamenti concentrati in periodi non coerenti con gli incassi possono infatti generare difficoltà operative anche in presenza di un bilancio apparentemente regolare.
In vista della verifica degli equilibri, è quindi opportuno che gli enti locali predispongano un’analisi aggiornata della gestione di cassa, mettendo in relazione il saldo di tesoreria, le riscossioni attese, i pagamenti programmati, i residui attivi e passivi, l’andamento del fondo crediti di dubbia esigibilità e lo stato di avanzamento degli investimenti.
In questa prospettiva si colloca anche la recente deliberazione della Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna della Corte dei conti n. 63 del 12 giugno 2026, che richiama l’attenzione degli enti locali sul collegamento sostanziale tra capacità di riscossione, disponibilità di cassa e tenuta degli equilibri finanziari. La Corte evidenzia come una scarsa riscossione, soprattutto delle entrate tributarie mantenute a residuo, non incida soltanto sulla liquidità disponibile, ma possa riflettersi anche sulla corretta rappresentazione del risultato di amministrazione e, di conseguenza, sulla reale sostenibilità della capacità di spesa dell’ente.
La pronuncia sottolinea inoltre che il Fondo crediti di dubbia esigibilità svolge una funzione prudenziale, ma non può essere considerato uno strumento risolutivo delle criticità legate alla riscossione. L’ente è chiamato ad attivare leve organizzative e procedurali idonee a rendere effettive le entrate, poiché solo la concreta affluenza delle risorse consente una programmazione attendibile della spesa e contribuisce al mantenimento degli equilibri anche in chiave dinamica.
Particolarmente rilevante è anche il richiamo al governo della liquidità e alla tempestività dei pagamenti.
La gestione di cassa deve, quindi, diventare parte integrante del sistema di programmazione, controllo e responsabilizzazione di tutti i settori dell’ente, anche con il supporto della definizione di procedure interne regolamentate e con l’attivazione di meccanismi di controllo e monitoraggio organizzati tramite il software gestionale.
