È risaputo che i piccoli Comuni si caratterizzano per una dotazione di personale numericamente contenuta, spesso composta da poche unità chiamate a svolgere una pluralità di funzioni amministrative e tecniche.
In base ai dati di RgS 2024, nei Comuni fino a 5.000 abitanti operano complessivamente circa 53.000 dipendenti a tempo indeterminato, in larga parte però personale in part-time (in poco più di un decennio, l’incidenza del part time è raddoppiata, passando dal 14,1% al 29%) con un rapporto dipendenti/abitanti che si è drasticamente ridotto negli ultimi anni.
Tale configurazione rende particolarmente rilevanti i temi dell’organizzazione del lavoro, della distribuzione delle responsabilità e della continuità operativa degli uffici.
Per questo l’Anci ha elaborato un nuovo Quaderno operativo (il numero 61) con il quale vengono fornite una serie di indicazioni operative e chiavi di lettura utili a orientare le decisioni organizzative che possano essere le migliori possibili per strutture di minori dimensioni.
Il testo vuole essere una “summa” di quanto oggi, pur con i limiti finanziari e ad ordinamento vigente, sia possibile fare per una gestione del personale più vicina alla soddisfazione dei bisogni delle Comunità e agli obiettivi dei Sindaci
Come di consueto, poi, il Quaderno è strutturato in una parte generale di inquadramento normativo dei principali istituti e novità in materia di gestione del personale e una parte dedicata alla modulistica, con schemi di atti per la gestione condivisa di personale in base alle nuove disposizioni contrattuali.
Per completezza, ricordiamo soltanto che dopo la pubblicazione del presente lavoro, sono state introdotte alcune specifiche disposizioni di interesse per i Comuni di minori dimensioni.
Ci riferiamo in particolare all’art. 3, comma 3, del decreto-legge 19/2026, con il quale viene prevista una sterilizzazione ai fini del rispetto dei limiti di spesa di alcune voci della retribuzione complessiva lorda dei Segretari dei Comuni fino a 3.000 abitanti, e all’art. 2, commi 6-bis e 6-ter, della legge di conversione del Milleproroghe, che ha prolungato fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per i piccoli Comuni privi del Segretario comunale (le cui procedure di pubblicazione della sede siano andate deserte) di conferire temporaneamente l’incarico di vicesegretario “reggente” ad un funzionario di ruolo con una anzianità servizio di almeno due anni presso un ente locale e in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al concorso per l’iscrizione all’albo dei segretari.
