Una recente pronuncia della Corte dei Conti richiama l’attenzione su un aspetto che incide direttamente sulla solidità degli equilibri ovvero la corretta determinazione del fondo rischi contenzioso.
La valutazione delle controversie assume particolare rilievo anche in vista del passaggio alla contabilità economico-patrimoniale ACCRUAL. Una semplice ricognizione descrittiva delle cause pendenti non è sufficiente: per verificare la congruità dell’accantonamento occorre esprimere, per ciascuna controversia, una valutazione motivata del rischio di soccombenza e delle possibili conseguenze economiche. Solo un’analisi aggiornata e documentata consente di evitare sia la formazione di debiti fuori bilancio sia un accantonamento eccessivo, che comprimerebbe inutilmente la capacità di spesa.
La contabilità finanziaria individua il fondo contenzioso sia sulla competenza che in sede di accantonamento nel risultato di amministrazione, determinandolo secondo un criterio prudenziale in presenza di significative probabilità di soccombenza e in osservanza delle indicazioni fornite dalla Corte dei conti stessa. La Riforma ACCRUAL prevede, con l’ITAS 13, di verificare se esista un’obbligazione attuale derivante da un evento passato vincolante, se sia probabile un trasferimento di risorse e se l’importo possa essere stimato attendibilmente. Quando tutte queste condizioni ricorrono, il fondo è rilevato nello stato patrimoniale come passività e l’accantonamento costituisce il correlato onere economico.
Cambia quindi il modo in cui il rischio viene tradotto in bilancio. Se il trasferimento di risorse è probabile, si rileva il fondo; se è soltanto possibile, non si iscrive una passività ma si fornisce informativa in nota integrativa; se il rischio è remoto, non è richiesta alcuna informazione. La puntuale classificazione del contenzioso diventa, quindi, il presupposto per distinguere tra passività rilevate e passività potenziali.
Anche la misurazione diventa più strutturata: l’importo deve riflettere la migliore stima della spesa necessaria a estinguere l’obbligazione alla data di chiusura, tenendo conto delle evidenze disponibili, dei rischi e delle incertezze. I fondi devono essere riesaminati a ogni chiusura e rettificati o stornati in base all’evoluzione del rischio. In nota integrativa devono inoltre essere illustrati consistenza iniziale e finale, incrementi, utilizzi, storni, natura dell’obbligazione, tempi attesi e principali incertezze.
Il passaggio all’ACCRUAL rafforza questa esigenza: per il contenzioso sarà necessario integrare stabilmente le informazioni degli uffici legali, finanziari e amministrativi, così da supportare con evidenze attendibili la rilevazione, la valutazione e l’informativa previste dall’ITAS 13.
