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Riconversione vecchie postazioni telefoniche in cabine digitali multiservizi: attenzione alle procedure di affidamento

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), con atto di segnalazione AS2145/2026 pubblicato sul bollettino n. 13/2026 ha formulato le proprie considerazioni in merito al progetto promosso da TIM e Urban Vision per la riconversione delle vecchie cabine telefoniche in cabine digitali multiservizi. L’atto di segnalazione è indirizzato all’ANCI al fine di sensibilizzare i Comuni sui rischi di distorsione della concorrenza legati all’approvazione di tale iniziativa senza procedure di gara.

Il progetto analizzato dall’Antrust prevede la conversione delle attuali postazioni telefoniche pubbliche (per cui l’AGCom, con propria deliberazione n. 98/23/COM, non aveva più ravvisato gli obblighi di servizio universale) con nuove cabine digitali funzionali ad offrire diversi servizi alla cittadinanza: chiamate telefoniche, informazioni istituzionali, promozione e informazione culturale, alert pubblici, applicazioni sensoristiche per persone con disabilità motorie, barriere linguistiche o visive , e strumenti di contrasto agli episodi di violenza nei confronti delle donne o dei fenomeni di microcriminalità. Tali nuove postazioni disporranno inoltre di spazi per la pubblicità in formato digitale e saranno interamente finanziate proprio dai proventi derivanti dall’attività pubblicitaria.

L’Autorità ritiene che l’approvazione del progetto di riconversione delle vecchie cabine telefoniche da parte dei Comuni coinvolti e la sua implementazione possano comportare una ingiustificata violazione del principio di non discriminazione e una distorsione delle dinamiche concorrenziali nel settore della pubblicità esterna, nella misura in cui consentono l’installazione di impianti pubblicitari, e dunque l’offerta del relativo servizio, senza l’attivazione di procedure competitive, in un settore che risulta per sua natura contingentato, data la limitatezza degli spazi disponibili. Nell’atto di segnalazione in oggetto, l’AGCM evidenzia che “l’installazione di tali strutture sul suolo pubblico senza alcun confronto competitivo possa comportare una distorsione concorrenziale, con una evidente discriminazione a favore di TIM e di Urban Vision e a sfavore delle altre imprese che prestano il servizio di pubblicità out of home , che per lo svolgimento di tale servizio hanno dovuto necessariamente confrontarsi con i concorrenti nell’ambito di procedure competitive e che, pertanto, devono sostenere oneri e costi maggiori che impediscono loro di praticare prezzi più bassi per l’acquisizione dello spazio pubblicitario, quali i costi per la predisposizione delle offerte di gara, i rischi della mancata aggiudicazione e l’accettazione delle condizioni determinate da un confronto concorrenziale aperto, che includono anche gli oneri da corrispondere a ciascun Comune.” La nota dell’Antitrust si conclude quindi con la raccomandazione ai comuni, per il tramite di ANCI, di avvalersi di procedure competitive per l’implementazione del progetto esaminato.

Tags: Affidamento servizi, Servizi informativi