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Dipendenti pubblici, attivo il blocco automatico dello stipendio per chi ha debiti col Fisco

Come noto, dal 1° gennaio di quest’anno è scattato un nuovo meccanismo di recupero crediti nei confronti dei dipendenti pubblici con debiti fiscali oltre i 5.000 euro.

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e rinviata di un anno per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici, prevede infatti il blocco automatico di una quota dello stipendio laddove il pagamento ecceda i 2.500 euro e il dipendente risulti inadempiente nei confronti del Fisco per un ammontare complessivo pari almeno a 5.000 euro (tuttavia, come al riguardo precisato dal MEF nella Circolare n. 22 del 29 luglio 2008, si deve ritenere che la soglia di 2.500 euro sia da riferirsi al netto delle ritenute previdenziali, assistenziali ed erariali).

In sostanza, ogni volta che un’amministrazione pubblica erogherà uno stipendio o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, dovrà verificare preventivamente la eventuale presenza di un debito fiscale da parte del beneficiario nei confronti del Fisco, all’esito positivo della quale scatterà la trattenuta fino all’estinzione del debito. Il servizio di Verifica inadempimenti è disponibile per tutte le amministrazioni registrate al portale Consip (www.acquistinretepa.it), con possibilità di utilizzo sia in modalità singola che massiva.

L’entità della trattenuta varierà in base allo stipendio percepito. Per gli stipendi superiori a 2.500 euro si applica il settimo, mentre per emolumenti una tantum, come la tredicesima, il decimo.

Secondo le stime ufficiali, sarebbero circa 180 mila i dipendenti pubblici interessati da questa misura.